Evelina Flachi è specializzata in Scienza dell’Alimentazione ed è conosciuta al grande pubblico per la sua partecipazione alla Prova del cuoco condotta da Antonella Clerici su RAI 1 dove, ogni mercoledì, tiene una rubrica su cibo e salute. È membro di diverse associazioni scientifiche nazionali ed è stata consulente tecnico-scientifico di importanti industrie alimentari. Come giornalista, ha rubriche fisse su EFFE e CUCINA MODERNA e collabora come opinionista con altre numerose testate e quotidiani. È da molti anni opinionista Rai e divulgatrice scientifica televisiva e radiofonica. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui Il pentagono del benessere (Mondadori 2006) e, con Antonella Clerici, Oggi cucini tu light (Mondadori 2007), La Dieta Flachi (Rizzoli 2010), La Dieta del 5 (Cairo 2017). Dal 1977 svolge l’attività professionale tra Milano e Roma.

 

CARBOIDRATI E CARNE

Carboidrati e carne le due bestie nere, per motivi differenti, dei regimi alimentari. Come orientarsi?

Prima di tutto bisogna chiarire che, in senso assoluto, non esiste alcun alimento che faccia ingrassare o dimagrire o che faccia bene o male, ma solo guardando il quadro generale delle abitudini alimentari e dello stile di vita di ognuno possono essere individuate problematiche specifiche.

La dose corretta per quanto riguarda i carboidrati è di 80 grammi a porzione per la pasta e di 50 grammi per il pane, per i quali il 50% si consiglia integrale.

Per la carne vale lo stesso: senza abusi, contribuisce all’equilibrio nutrizionale di un’alimentazione varia e quindi, anche in questo caso, sono indicate dai LARN porzioni da 100 grammi (in particolare, due/tre porzioni di carne, salvo particolari controindicazioni medico-specialistiche). Inoltre teniamo presente che la nostra dieta mediterranea è in grado di fornirci approvvigionamenti proteici differenti dalla carne e che, proprio per questo, in una dieta varia, equilibrata e moderata nelle porzioni, possiamo evitarne l’abuso. Come detto, eventuali controindicazioni devono essere valutate caso per caso.

Una situazione molto diversa da quella di altri Paesi, come gli USA, dove si mangia più carne di quanto non facciamo noi europei. Ecco perché dobbiamo stare attenti, ogni volta che leggiamo una notizia, a capire la fonte e il territorio di abitudine: solo così il consumatore finale può avere informazioni corrette e riguardanti le linee di produzione dei prodotti italiani.

Spesso, infatti, le notizie relative all’alimentare sono legate a mode, al web e al passaparola piuttosto che alle evidenze scientifiche. La soluzione, allora, è essere educati all’informazione fin da piccoli: per questo ci stiamo occupando di andare nelle scuole per dare ai bambini e agli adolescenti, e quindi agli adulti di domani, l’informazione giusta, così che possano fare scelte alimentari sempre più consapevoli.

 

PRODOTTI SENZA

Prodotti senza. Ultimamente si è affermata la convinzione che anche per chi non ha intolleranze certificate sia meglio nutrirsi con alimenti di questo tipo. Mangiare senza glutine, senza lattosio ci fa davvero meglio?

Anche quest’idea è espressione di mode passeggere. Nello spazio della mia rubrica in Rai, durante la settimana nazionale della celiachia, l’AIC (Associazione Nazionale Celiachia ) mi ha invitata a parlare dei prodotti “senza glutine”, spiegando come tali prodotti non facciano dimagrire — come si dice “per moda”— e non abbiano effetti genericamente positivi su chi non è celiaco. È importante sottolineare che gli alimenti privi di glutine sono invece indispensabili per la salute e la vita dei soggetti che hanno clinicamente accertato la celiachia.

La cosa fondamentale, quindi, è la diagnosi: l’assunzione di cibi “senza”, cioè, dev’essere la conseguenza di una precisa analisi clinica che oggi è legata a test certi. Se poi persistono dubbi sull’aspetto calorico degli altri cibi rispetto a quello dei cibi senza, è sufficiente confrontare le etichette per ricredersi.

 

I GRASSI

La riduzione drastica dei grassi animali e vegetali è davvero la via verso una sana alimentazione?

È fondamentale capire che nell’ambito di un’alimentazione equilibrata, anche un 25-30% di grassi — di cui solo un 10% dovrebbe provenire da grassi saturi — è essenziale per la crescita e il mantenimento degli organi. Questa quota di grassi è importantissima soprattutto nella crescita, perché permette di produrre ormoni e di mantenere in modo equilibrato il nutrimento delle nostre cellule. La cosa fondamentale è che vengano scelti acidi grassi essenziali che l’organismo non può produrre ma che non intasino, con l’abuso, le nostre arterie.

 

OLIO DI PALMA

Olio di palma: dal punto di vista nutrizionale cosa c’è da sapere?

Le informazioni scientifiche riguardo all’olio di palma ci dicono che questo alimento contiene circa il 50% di grassi saturi. Il nostro organismo, per una corretta alimentazione, può assumere solo una determinata quota di questi grassi. Da qui, l’importanza di sapere dove si trova l’olio di palma e, dunque, la necessità di leggere le etichette dei prodotti confezionati. Così, a fronte di una quota di grassi saturi da assumere, posso scegliere in modo più consapevole se mangiare prodotti contenenti l’olio di palma o altri alimenti. Tutto ciò per non superare la dosa di grassi saturi consigliata e per mantenere varia e bilanciata la dieta nel tempo.

Quindi, è importante non demonizzare l’olio di palma in senso assoluto e al tempo stesso non abusarne (regola che vale per tutti i cibi): è il complesso e la qualità degli alimenti che ingeriamo in relazione allo stile di vita a decretare il nostro equilibrio alimentare. Dobbiamo educarci a tenere sotto controllo la qualità e la quantità degli alimenti rispetto alle nostre esigenze personali.

 

DIETA VEGANA

Seguire una dieta integralmente vegana ci espone a rischi per la salute?

Attenendoci alla biografia scientifica, possiamo dire che chi fa questa scelta deve ciclicamente controllare il proprio stato di salute, perché la privazione di alcune vitamine, come la B12, e di alcuni minerali facilmente assorbibili con un’alimentazione animale possono, nei vegani, creare problemi. Per questo, chi opta per una scelta vegana deve sottoporsi a controlli periodici per integrare eventuali carenze.

Certo è che l’alimentazione vegana viene sconsigliata dai pediatri nella fase di crescita perché può creare grandi problemi al sistema nervoso, allo scheletro o ad altri parti dell’organismo. I pediatri sconsigliano di fare scelte autonome perché, nonostante possa essere considerata una scelta etica, non è altrettanto sicuro che sia salutare.

 

INTEGRATORI ALIMENTARI

Come approcciarsi agli integratori alimentari?

Gli integratori sono prodotti alimentari e possono essere assunti autonomamente dal consumatore. La decisione di assumerli può tuttavia essere legata a un’analisi fatta insieme a uno specialista per capire che cosa andiamo ad integrare, al posto di quale alimento e la quantità necessaria. Sono scelte legate all’età e allo stato di salute generale che è sempre possibile verificare con gli esami.

 

Redazione